Comunicato stampa

Politica climatica: urgono obiettivi ambiziosi e rispettosi dei diritti umani

12.12.2019

La Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 25), si sta avviando alla conclusione. Una volta di più sussiste il rischio concreto che gli Stati membri si concentrino solo sull’aspetto della riduzione delle emissioni, mettendo da parte il rispetto dei diritti umani e la dimensione sociale, fondamentali come ribadito invece dal recente Sinodo per l’Amazzonia. Sacrificio Quaresimale esorta la Svizzera a dimostrare più coraggio e responsabilità, adottando misure concrete per ridurre a livello nazionale le proprie emissioni e attuare l’obiettivo delle emissioni di CO2 pari a zero entro il 2050.

L’Enciclica Laudato si’ prima, e il documento finale sul Sinodo per l’Amazzonia poi, testimoniano un forte impegno da parte della Chiesa a favore della giustizia climatica. Questo senso di responsabilità sembra tuttavia mancare agli stati che partecipano alla COP 25 in corso a Madrid. Gli obiettivi legati alle emissioni che avrebbero dovuto essere messi in pratica secondo le dichiarazioni d’intenti dell’accordo di Parigi, in Svizzera ma non solo, si fanno attendere. Non stupisce quindi che la Svizzera sia arretrata dal nono al sedicesimo posto nella classifica mondiale sulla valutazione del clima per paese, presentata di recente dal Climate Action Network.

Rispettare i diritti umani

Il tempo però stringe. Restano pochi anni prima che l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura terrestre a 1,5 gradi diventi irraggiungibile. È necessario agire tempestivamente, adottando misure capaci di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, senza però che le stesse danneggino i diritti umani. A tale scopo è fondamentale ascoltare le popolazioni indigene e le comunità contadine minacciate dai cambiamenti climatici. Questa consapevolezza manca a molte delegazioni presenti all’attuale conferenza sul clima. A Madrid dovrebbe essere adottato il piano di lavoro del Forum sulle “misure di risposta” (“response measures”). Al momento sembra che questo punto molto importante dell’ordine del giorno sarà rinviato ancora una volta dopo che in giugno non è stato possibile raggiungere un accordo.

Sacrificio Quaresimale da anni si impegna a dare voce a queste persone, affinché le loro preoccupazioni siano considerate e siano adottate soluzioni condivise e socialmente accettabili. Andreia Fanzeres, coordinatrice dei diritti dei popoli indigeni per OPAN, un’organizzazione partner di Sacrificio Quaresimale in Brasile, giunta appositamente a Madrid, ha mostrato come anche le piccole dighe idroelettriche nel bacino amazzonico stiano danneggiando i fiumi, lo stile di vita e le basi di sussistenza delle popolazioni indigene. Ha inoltre insistito sul fatto che le popolazioni indigene e locali dovrebbero dare il proprio libero consenso, preventivo e informato, e che gli studi di impatto ambientale dovrebbero essere effettuati prima che tali progetti infrastrutturali siano autorizzati.

Le trattative in corso a Madrid si stanno concentrando sul meccanismo di mercato per lo scambio internazionale delle riduzioni delle emissioni di CO2. Il Governo svizzero intende concentrarsi su questo meccanismo per raggiungere gli obiettivi climatici della Svizzera. Sacrificio Quaresimale ritiene tuttavia che una simile strategia si riveli inefficace e peggio ancora controproducente. Lo scambio di emissioni di gas serra potrebbe originare incentivi sbagliati, promuovendo inoltre grossi progetti all’estero che violano i diritti umani e danneggiano l’ambiente.

Ulteriori informazioni:

David Knecht, programma internazionale Energia e giustizia climatica, Sacrificio Quaresimale, 041 227 59 89