Repubblica Democratica del Congo

Grande delusione: nessun risultato equo alle elezioni

25.01.2019

Con il giuramento del nuovo presidente il 24 gennaio, Joseph Kabila ha consegnato la dignità presidenziale al perdente delle elezioni, Félix Tshisekedi. Le paure della società civile congolese si sono quindi trasformate in realtà.

Il rinvio delle elezioni per tre volte, fino al 30 dicembre 2018, indicava già che vi potevano essere irregolarità. Le elezioni stesse si sono svolte con calma, anche grazie ai circa 40’000 osservatori elettorali della Chiesa cattolica. Il conteggio dei voti, invece, ha richiesto dieci giorni al posto di tre. Internet non ha funzionato dopo le elezioni e l’accesso è stato ripristinato solo di recente.

Così si ripete la storia del 2011. Una triste realtà. Al momento la situazione nel paese è calma. Non è chiaro se la società civile tollererà o meno questa frode. In ogni caso, si nota una grande disillusione. Nonostante il grande impegno della società civile, soprattutto della Chiesa cattolica, non si poteva evitare una frode elettorale. Ciò compromette anche l’impegno di molte delle nostre organizzazioni partner a favore di una maggiore democrazia e trasparenza.

Ancora più deludente è il fatto che finora non si sia levata quasi nessuna voce critica da parte dei governi occidentali contro le frodi elettorali e l’investitura delle cariche. Anche le critiche degli osservatori elettorali della Chiesa hanno avuto un’eco inaudita. Da anni la comunità internazionale lavora per la pace e per una maggiore democrazia in Congo attraverso gli impegni dell’ONU.

I circa 80 milioni di congolesi rivolgono ora il loro sguardo critico al nuovo presidente. Le aspettative sono alte: «Il nuovo presidente non deve dimenticare il popolo e deve fare tutto ciò che è in suo potere per far sentire tutti meglio. È così che lo misureremo», ha affermato il pastore Joseph Kalamba, partner di progetto di lunga data di Sacrificio Quaresimale nel paese africano.