Disboscamento ad Haiti

Preservare un ecosistema fragile e migliorare la vita degli abitanti

06.09.2018

Haiti è conosciuta come l’isola senza alberi. Eppure vanta una ricca tradizione agricola. Sacrificio Quaresimale sostiene gli abitanti nel lavoro di riscoperta di questa tradizione e nella sua valorizzazione.

La deforestazione di Haiti iniziò già nel periodo coloniale: a quel tempo venivano tagliati legni pregiati e spediti in Europa per la produzione di mobili. Dopo l’indipendenza nel 1804, la deforestazione dell’isola conobbe una forte accelerazione perché il paese aveva urgente bisogno di valuta estera per pagare il suo debito nei confronti della Francia.

L’ex potenza coloniale aveva costretto Haiti a pagare elevati risarcimenti per la perdita della sua colonia.

Ben presto non rimase quasi nulla della foresta pluviale originale. Tuttavia, la foresta non fu completamente rasa al suolo, perché le famiglie di contadini si misero a coltivare la terra che si era resa disponibile sotto forma di un sistema agroforestale: accanto ai campi coltivati, si misero a piantare numerosi alberi da frutto, lasciando crescere piante simili a liane come il frutto della passione e ignami sugli alberi rimanenti e coltivando caffè e cacao, che prosperano meglio all’ombra.

 

Proteggere gli alberi insieme

Da diversi decenni, anche queste foreste create dall’uomo stanno scomparendo. A causa dei prezzi bassi sul mercato mondiale del caffè e del cacao all’inizio degli anni novanta, molte famiglie hanno deciso di abbattere le loro piantagioni, per far posto alla coltivazione di mais e fagioli. Inizialmente i raccolti erano buoni, ma poiché i terreni ripidi non erano più protetti contro l’erosione, il terreno fertile è stato rapidamente spazzato via. Inoltre, l’aumento della popolazione e la grande povertà hanno portato ad una pressione sempre maggiore, e molti non hanno avuto altra scelta che guadagnarsi da vivere tagliando alberi e producendo carbone di legna. Anche il pascolo libero delle capre e i frequenti incendi hanno impedito la comparsa di giovani alberi.

Poiché il problema della deforestazione ad Haiti è così grave, in passato sono già stati avviati molti progetti di riforestazione, ma spesso con modesto successo. Sacrificio Quaresimale ha quindi preferito adottare un approccio olistico in cui la popolazione svolge un ruolo attivo nella protezione degli alberi. Gli agricoltori producono le piantine insieme in vivai comuni. Decidono autonomamente dove piantare gli alberi, se integrare gli alberi da frutto nei loro giardini o rimboschire parte del loro terreno per poter disporre in seguito di legna da ardere o di legname per costruzioni. Insieme trovano soluzioni per proteggere i giovani alberi dalla voracità delle capre che pascolano liberamente e dagli incendi.

Questa esperienza dimostra che non soltanto è possibile preservare un ecosistema tanto fragile come quello di Haiti, ma anche migliorare notevolmente la vita dei suoi abitanti.

Simon Degelo