Guatemala: più del contagio si teme la fame

16.04.2020
Ines Pérez und Yojana Miner

Inés Pérez Hernández e Yojana Miner coordinano il programma di Sacrificio Quaresimale in Guatemala. Visto quanto sta accadendo in questi giorni nel loro paese, le due donne prevedono gravi conseguenze per le popolazioni indigene da sempre discriminate.

«L’economia informale si è arrestata repentinamente mettendo in grave difficoltà chi vive dall’oggi al domani. Le persone non sanno come fare per mangiare visto che non è più permesso uscire di casa e che non hanno né riserve di denaro né di generi alimentari.

Si è anche interrotto il flusso delle rimesse in denaro spedite da parenti emigrati negli USA o in altri paesi poiché le banche hanno ridotto le loro attività del 75 per cento. Prevediamo conseguenze molto gravi: l’aumento del tasso di denutrizione e l’impoverimento dei nuclei famigliari. Già adesso il 60 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, ossia con meno di due dollari al giorno.

Le minoranze etniche e la popolazione rurale sono le più toccate da questa situazione di crisi. Sono le persone per le quali e con le quali realizziamo i nostri progetti. La maggior parte delle attività regolari sono state sospese, trattandosi di formazioni, per non infrangere il divieto di assembramento decretato nel paese. Tuttavia le animatrici e gli animatori si sono subito inventati nuovi canali per aiutare concretamente. Tramite telefono e media sociali stanno diffondendo informazioni corrette sulla trasmissione del virus e su come proteggersi.

Noi, pur avendo iniziato a lavorare da casa sin da metà marzo, siamo in contatto regolare con le persone responsabili delle nostre organizzazione partner di progetto. Le consigliamo e prestiamo ascolto alle loro preoccupazioni. Speriamo di riuscire a recuperare tra ottobre e dicembre le attività che abbiamo dovuto interrompere nei progetti».

Il governo non allenta la pressione sulla società civile

«Il Congresso invece non ha interrotto le sue attività. Questo rappresenta un ulteriore rischio perché durante l’attuale periodo di confinamento potrebbero venir promulgate leggi lesive dei diritti della popolazione. Noi temiamo che la legge sulle organizzazioni non governative che limita fortemente il nostro margine d’azione, sia trattata proprio adesso mentre non possiamo uscire di casa per protestare.

Se pensiamo che gli obiettivi del nostro programma qui in Guatemala sono la sicurezza e la sovranità alimentare, questa crisi non può che confermare la loro validità. La crisi odierna mostra una volta di più l’importanza di definire il diritto al cibo come un diritto fondamentale e quella di mettere la centro dell’attenzione i bisogni della popolazione rurale».

Sacrificio Quaresimale è intenzionato a continuare a sostenere le sue organizzazioni partner nei 14 paesi in cui realizza progetti. Mantenendo il personale ai livelli attuali diamo loro la possibilità di adattarsi alla nuova situazione di crisi.

Per far ciò abbiamo bisogno di persone generose che ci sostengano con dei doni. Qui trova maggiori informazioni sul programma Guatemala (in tedesco).

Präsident von Guatemala, Alejandro Giammattei

Aggiornamento sulla crisi covid-19 in Guatemala

L’annuncio del primo caso è stato dato il 13 marzo dal presidente Giammattei: si trattava di un uomo rientrato dall’Italia. Già il 16 marzo fu decisa la chiusura di tutte le scuole fino al 30 aprile. Le altre misure adottate tuttora in vigore sono:

  • chiusura delle frontiere marittime, aeree e terrestri e divieto di entrare e uscire dal paese;
  • divieto di assembramenti oltre le 3 persone, divieto delle processioni pasquali;
  • coprifuoco totale dalle quattro del pomeriggio alle quattro di mattina;
  • trasporti pubblici fermi;
  • chiusura di centri commerciali, bar, club e ristoranti; restano aperte farmacie, pompe di benzina, e negozi con generi di prima necessità;
  • invito alle persone a rischio, a donne in gravidanza e a over 60 a restare a casa.

Nelle ultime settimane sono stati proibiti anche gli spostamenti all’interno del paese. Un aggiornamento sulle restrizioni è previsto al 20 aprile. Chi non rispetta il coprifuoco o infrange altre regole incorre in gravi punizioni: multe dai 850 franchi in su e fino a 6 anni di carcere. Ciò penalizza soprattutto persone attive nel settore informale che non possono rimanere in casa se non vogliono veder morire di fame le loro famiglie.

Il presidente ha promesso un pacchetto di aiuti da 11 miliardi di quetzal, circa 1,35 miliardi di franchi. Tra le varie misure una prevede di accordare a 2 milioni di famiglie l’equivalente di 120 franchi al mese per tre mesi; non è dato di sapere come e se questa misura sarà attuata. Anche la violenza domestica è stata tematizzata: le donne sono state invitate ad annunciarsi se ne sono vittima.

L’8 aprile il governo ha comunicato che l’incremento giornaliero di infezioni era di 20 unità e che 11’000 persone si trovavano in quarantena. Ben sapendo che il sistema sanitario nazionale non è in grado di far fronte all’emergenza ha minacciato di non allentare le misure preventive se l’incremento giornaliero dei contagi non scenderà sotto la soglia di 12 unità. Fino al 19 aprile sono state ufficializzate 235 infezioni e 7 morti; le persone guarite sono una ventina.

Sostenga anche lei le persone in Guatemala – adesso è più necessario che mai!

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