Consegna delle firme della petizione alla Banca Nazionale Svizzera

14000 persone chiedono di rinunciare agli investimenti nei combustibili fossili

30.04.2021
Die Petition mit fast 14'000 Unterschriften wurde am Mittwoch von Yvan Maillard, Brot für alle an zwei Vertreter/innen der Nationalbank vor dem SNB-Hauptsitz in Bern übergeben. Foto: Fastenopfer/Patrik Kummer

Lugano/Berna, 30 aprile 2021 - La Banca Nazionale Svizzera (BNS) dovrebbe rinunciare agli investimenti nei combustibili fossili che alimentano il riscaldamento globale. Questo è ciò che chiedono le organizzazioni di cooperazione allo sviluppo Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale in una petizione firmata da 14’000 persone. La petizione è stata consegnata alla BNS mercoledì sulla Piazza Federale a Berna. All'assemblea generale della banca sarà discussa anche la responsabilità della BNS in materia di protezione del clima.

In qualità di grande investitore del mondo, la Banca Nazionale Svizzera gioca un ruolo non trascurabile nella crisi climatica: alla fine del 2019, deteneva quasi sei miliardi di dollari di azioni in società di combustibili fossili, finanziando emissioni per 43 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. Queste emissioni sono quasi pari alle emissioni nazionali della Svizzera. Secondo un rapporto di “Artisans de la transition”, la strategia di investimento della BNS promuove un riscaldamento globale da quattro a sei gradi entro il 2100. Questo renderebbe la terra in gran parte inabitabile entro la fine del secolo.

In una petizione firmata da 13’929 persone, Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti chiedono quindi alla BNS di rinunciare immediatamente agli investimenti in combustibili fossili. La petizione è stata consegnata a un rappresentante della BNS mercoledì sulla Piazza Federale a Berna (nella foto). Le organizzazioni di cooperazione allo sviluppo solleveranno anche la questione della responsabilità climatica della BNS all’assemblea generale online di oggi e interrogheranno la banca sulla sua strategia di investimento.

La Banca Nazionale Svizzera è in ritardo

La strategia di investimento della BNS è in contrasto con le sue direttive. Queste stabiliscono che la banca deve astenersi dall’investire in aziende che «violano in modo patente diritti umani fondamentali o che causano sistematicamente gravi danni ambientali». Durante la Campagna ecumenica di quest’anno “Giustizia climatica, adesso”, Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale hanno riferito che sono soprattutto le popolazioni dei paesi del Sud a soffrire di più le conseguenze del riscaldamento globale, con ad esempio l’aumento del numero di uragani o l’allungamento delle siccità. Questo costituisce una violazione dei diritti fondamentali di persone che hanno contribuito poco alla crisi climatica.

Co-sostenuta da Campax, la petizione chiede alla BNS di fungere da modello e di contribuire a una maggiore giustizia climatica globale eliminando gradualmente le sue partecipazioni in società di combustibili fossili. C’è ancora molto spazio di manovra per uno dei più grandi investitori del mondo. La decisione, annunciata nel dicembre 2020, di escludere dal proprio portafoglio le aziende che gestiscono principalmente miniere di carbone è solo un piccolo passo per la banca, considerando che il 99,9% dei suoi investimenti in combustibili fossili non sono interessati.

Altre banche centrali stanno andando oltre e si stanno ritirando dai combustibili fossili per ragioni climatiche e per ridurre il rischio di perdite finanziarie. Per rispettare l’Accordo di Parigi sul clima, la Banca di Francia, per esempio, prevede di eliminare completamente il carbone ed escludere le compagnie petrolifere e del gas dal suo portafoglio entro il 2024. Uno studio pubblicato a fine marzo dall’ONG Positive Money conferma che la BNS è in ritardo rispetto alle banche centrali dei paesi vicini in termini di protezione del clima, ma anche rispetto ai corrispondenti istituti dell’UE, del Regno Unito, del Brasile e della Cina.

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